Lunghi filari di vite verdi su terra chiara e asciutta nella tenuta Sella e Mosca, con la pianura e le colline velate di foschia sullo sfondo
Lunghi filari di vite verdi su terra chiara e asciutta nella tenuta Sella e Mosca, con la pianura e le colline velate di foschia sullo sfondo. Foto: Vriullop · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Alghero si conosce soprattutto per il mare, i Bastioni e il centro storico, ma basta uscire di poco dalla città verso l'interno per trovarsi in mezzo ai vigneti. La pianura della Nurra e le colline intorno hanno una lunga tradizione vinicola, che mescola vitigni portati dai catalani, uve autoctone sarde e i vini più diffusi dell'isola. Ai nostri ospiti che amano il vino consigliamo di dedicare almeno una serata alla scoperta di queste etichette: ecco una piccola guida per orientarsi.

Alghero DOC: la denominazione del territorio

La denominazione di riferimento è l'Alghero DOC. La zona di produzione comprende il territorio di Alghero e dei comuni vicini di Ittiri, Olmedo, Ossi, Tissi, Uri e Usini, più una parte del territorio di Sassari. È una denominazione molto ampia, che prevede bianchi, rosati e rossi, versioni frizzanti e spumanti, un passito e un liquoroso, oltre a vini che riportano in etichetta il nome del vitigno. Due di questi vitigni meritano un'attenzione particolare, perché raccontano bene la storia della zona.

Il Torbato, un bianco dal passato catalano

Il Torbato è un'uva bianca coltivata quasi soltanto nell'area di Alghero. Secondo molte fonti sarebbe arrivato in Sardegna dalla penisola iberica nel periodo catalano, e infatti fra i suoi nomi storici compare anche quello di uva catalana. Se ne ricavano vini bianchi fermi e spumanti, freschi e sapidi, che si abbinano in modo naturale alla cucina di mare della città.

Il Cagnulari, rosso autoctono

Il Cagnulari è un vitigno a bacca nera originario della Sardegna, coltivato soprattutto nelle campagne di Usini e presente anche a Ossi, Tissi, Uri, Ittiri, Sorso e Alghero. Dà un vino rosso intenso, dal rubino al granato, caldo e strutturato, con profumi di frutta rossa e pepe. In passato era apprezzato soprattutto come vino da taglio; oggi viene vinificato anche in purezza.

Vermentino e Cannonau, i grandi vini dell'isola

Accanto ai vini di Alghero troverete ovunque le due uve simbolo della Sardegna. Il Vermentino è il bianco più diffuso dell'isola: la denominazione Vermentino di Sardegna DOC copre tutta la regione, mentre nel nord-est, in Gallura, si produce il Vermentino di Gallura DOCG, unica DOCG sarda. È un vino fresco e profumato, spesso con una nota sapida che lo rende perfetto con pesce, crostacei e frutti di mare.

Il Cannonau è invece il rosso per eccellenza della Sardegna, tutelato dalla denominazione Cannonau di Sardegna DOC, valida su tutta l'isola, anche se le zone più celebri si trovano nel centro-est. Caldo e avvolgente, si accompagna bene ai piatti di terra: carni arrosto, formaggi stagionati, il porceddu delle feste.

Una storia nata nel 1899: Sella & Mosca

Parlando di vino ad Alghero è difficile non citare la tenuta Sella & Mosca, che ha avuto un ruolo importante nella storia vinicola della zona. Fu fondata nel 1899 dall'ingegnere Erminio Sella e dall'avvocato Edgardo Mosca, che iniziarono bonificando la località chiamata I Piani, a nord della città, liberandola dai massi di arenaria, trachite e calcare. Oggi i vigneti si estendono per circa 550 ettari e si vedono bene lungo la strada provinciale dei Due Mari.

C'è anche un curioso legame con l'archeologia: proprio sui terreni della tenuta, negli stessi anni della fondazione, venne scoperta la necropoli di Anghelu Ruju, a cui è dedicato uno dei vini della casa e una sezione del museo aziendale. Se vi interessa una visita, modalità e disponibilità vanno verificate sui canali ufficiali della cantina.

Come gustarli durante la vacanza

Qualche idea semplice per mettere insieme vino e territorio:

  • un Torbato o un Vermentino ben freschi con l'aragosta alla catalana, i ricci o una fregola con le arselle;
  • un Cagnulari o un Cannonau con i formaggi di pecora, le panadas o un arrosto;
  • un vino dolce o liquoroso con i dolci di mandorle, come gli amaretti sardi;
  • una bottiglia da portare a casa, insieme all'olio extravergine del territorio, altra produzione importante di Alghero.

Ricordate di bere con moderazione e, se pensate di visitare una cantina in campagna, di organizzarvi in modo da non dovervi mettere alla guida dopo una degustazione.

Un calice sul balcone

A fine giornata, dopo il mare e una passeggiata in centro, non c'è niente di meglio che stappare una bottiglia del territorio con calma. Gli appartamenti di Poseidonia, in via Garibaldi sul lungomare, hanno tutti un balcone attrezzato affacciato sul mare e una cucina con frigorifero e utensili: il posto giusto per un aperitivo al tramonto o per accompagnare una cena preparata con i prodotti locali. Il centro storico, dove trovare enoteche e botteghe, è a circa un chilometro a piedi.

Dopo i sapori di Alghero, la vostra cucina

Ogni appartamento ha cucina con frigorifero, forno a microonde e piano a quattro fuochi a gas, per organizzare i pasti secondo i vostri ritmi.