Molti dei nostri ospiti arrivano ad Alghero pensando soprattutto al mare e alla città catalana, e scoprono con sorpresa che a pochi chilometri dal lungomare si trovano alcuni dei siti archeologici più interessanti della Sardegna nord-occidentale. Torri nuragiche, tombe scavate nella roccia, villaggi affacciati sul golfo: un viaggio di migliaia di anni che si può fare in una mattina, prima di tornare in spiaggia. Ecco i tre luoghi che consigliamo più spesso. Per orari, biglietti e visite guidate vi invitiamo a consultare i canali ufficiali dei siti.
La civiltà nuragica in poche righe
I nuraghi sono le grandi torri in pietra a forma di tronco di cono costruite in Sardegna durante l'età del Bronzo, a partire dal secondo millennio avanti Cristo. Ne restano migliaia in tutta l'isola, da quelli a torre singola fino ai complessi con più torri, cortili e villaggi di capanne intorno. Ancora prima dei nuraghi, nel Neolitico, le comunità che abitavano l'isola scavavano nella roccia le domus de janas, le "case delle fate": tombe collettive con più ambienti, spesso decorate. Intorno ad Alghero potete vedere entrambe le epoche, a breve distanza l'una dall'altra.
Il Nuraghe di Palmavera
A circa 10 km da Poseidonia, sulla strada fra Alghero e il golfo di Porto Conte, si trova il complesso nuragico di Palmavera, uno dei più visitati della zona. Il sito fu frequentato per molti secoli, indicativamente fra la media età del Bronzo e la prima età del Ferro, e si è sviluppato per fasi successive.
- La torre principale, la più antica, è costruita in calcare e ha una camera interna coperta a falsa cupola, la tholos.
- In un secondo momento fu aggiunta una seconda torre, collegata alla prima da un cortile, e il nuraghe fu rivestito in arenaria.
- Più tardi il complesso fu circondato da un antemurale con torri minori.
Intorno si estende il villaggio di capanne, in gran parte circolari. La più famosa è la capanna delle riunioni, con un sedile in pietra lungo tutto il perimetro e, al centro, un modellino di torre nuragica: quello che vedete sul posto è una copia, mentre l'originale è conservato a Sassari. Il villaggio fu distrutto da un incendio, probabilmente alla fine dell'VIII secolo avanti Cristo.
La necropoli di Anghelu Ruju
A nord della città, a circa 8-10 km da noi, si trova la necropoli di Anghelu Ruju, considerata la più grande necropoli preistorica della Sardegna. Fu scoperta per caso nel 1903, durante i lavori per la costruzione di un edificio rurale, quando affiorarono un cranio umano e un vaso. Gli scavi iniziarono l'anno successivo, guidati dall'archeologo Antonio Taramelli.
Oggi si contano 38 domus de janas, divise in due gruppi. Alcune sono semplici, altre hanno fino a undici ambienti, e vi si accede da un pozzetto verticale o da un corridoio in discesa, spesso a gradini. Le tombe risalgono alla cultura di Ozieri, nel Neolitico recente, e furono riutilizzate a lungo, nell'età del Rame e fino all'età del Bronzo. In una di esse si riconoscono due protomi con le corna scolpite in rilievo ai lati di un ingresso, uno dei motivi simbolici più caratteristici di queste sepolture.
Le domus de janas della Sardegna, fra cui quelle di Anghelu Ruju, sono state di recente iscritte dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale con il sito "Tradizione funeraria nella preistoria della Sardegna".
Sant'Imbenia, il villaggio del commercio
Il terzo sito ci porta sulle rive del golfo di Porto Conte, fra Capo Caccia e Punta Giglio, nell'area del parco. Qui, attorno a un nuraghe sorto intorno al XIV secolo avanti Cristo, si sviluppò il villaggio di Sant'Imbenia, che grazie al suo approdo riparato e alle risorse della Nurra divenne uno degli scali commerciali più vivaci del Mediterraneo dell'epoca. Fenici, Greci ed Etruschi vi scambiavano merci con la popolazione locale.
Il villaggio aveva una piazza con botteghe e forni, e in una capanna isolata, detta capanna dei ripostigli, sono stati trovati ceramiche fenicie e greche, lingotti di rame e oggetti in bronzo. Sullo stesso tratto di costa si conservano anche i resti di una villa romana del I secolo avanti Cristo, affacciata direttamente sul mare: il percorso di visita le comprende entrambe.
Come organizzare la giornata
I tre siti si trovano lungo strade che da Alghero portano verso Porto Conte e Capo Caccia, quindi è facile abbinarli a un pomeriggio in spiaggia o al belvedere sul promontorio. Il nostro consiglio è di visitarli al mattino, soprattutto d'estate: le aree sono all'aperto e c'è poca ombra. Scarpe comode, acqua e cappello sono indispensabili. Alla sera, rientrati nel vostro appartamento a Poseidonia, il balcone attrezzato sarà il posto giusto per raccontarsi la giornata.
La Riviera del Corallo a portata di gita
Una base fronte mare ad Alghero, con tre appartamenti pensati per coppie, famiglie e piccoli gruppi.